VINO BIOLOGICO:

Yes we can !

Intervista al Dottor Gianfranco Nigi, laureato in scienze agrarie e promotore del progetto Tenuta Maiano, al Dottor Mauro Araneo, anch'egli laureato in scienze agrarie e socio di Gianfranco e all'enologo Dottor Stefano Nigi, laureato in Viticoltura, Enologia e Mercati Vitivinicoli.

Dr Gianfranco Nigi, Tenuta Maiano sostiene da sempre la produzione biologica. Ci racconti i motivi che vi hanno spinto ad abbracciare questa filosofia.
Il motivo principale che mi ha portato a condurre la produzione biologica è l'amore per Montespertoli ed il suo territorio, le mie origini, la mia vita… la volontà di scattare un'istantanea a tutto ciò che mi circonda e poterlo condividere con i miei due figli: dare anche a loro la possibilità di godere di questa natura.

In che senso vorrebbe "scattare un'istantanea"? Si spieghi meglio, ha paura per il futuro del nostro territorio?
No, non ho paura, ma voglio dare il mio contributo etico ambientale. Vede, da quando mi sono laureato ed ho intrapreso la carriere lavorativa, ho iniziato ad offrire un servizio di consulenze tecniche agronomiche che fossero volte il più possibile al rispetto dei ritmi della natura. In alcuni casi questo ha coinciso addirittura con la certificazione della produzione biologica. Erano gli anni '80, per cui si immagini lo scetticismo che permeava nei confronti di questa nuova filosofia.

Per quello che Lei ha definito come suo "progetto" (Tenuta Maiano) invece, non ha avuto dubbi al riguardo.
Tenuta Maiano è nata nel 2000, dopo una certa esperienza professionale sul biologico, per cui dal punto di vista della sostenibilità ero certo. La cosa che mi faceva più paura, ma allo stesso tempo rappresentava un grande stimolo, era riuscire a sviluppare un canale commerciale e cercar di comunicare il biologico. Infatti, sebbene ad oggi fortunatamente si possa non crederlo, nel 2000 approcciarsi al mercato locale con un prodotto biologico era arduo, perché trovavo molta diffidenza da parte dei consumatori riguardo alla qualità. Rimanevo allibito! Risultava difficile talvolta anche far assaggiare un vino biologico!... Adesso per fortuna la musica sta cambiando, i consumatori sposano sempre più questa filosofia e gradiscono la genuinit&aggrave; dei nostri vini, preferendoli rispetto a quelli convenzionali.

Dr Mauro Araneo, lei si occupa della gestione dei vigneti della Tenuta Maiano, ci sono dei vantaggi nella conduzione biologica rispetto al convenzionale?
Ci sono sia dei vantaggi che degli svantaggi. Lo svantaggio più grande è che il biologico comporta dei maggiori costi di gestione, ma uno dei vantaggi è senza dubbio la salvaguardia ambientale e della salute umana. Portando un esempio pratico, supponiamo di accorgerci che un insetto parassita stia iniziando a popolare un vigneto in modo incontrollato, in questo caso il problema si può affrontare in due modi: con la lotta biologica, che è una pratica molto selettiva che in questo caso mira a diminuire la popolazione di quell'insetto ripristinando l'equilibrio; oppure facendo un trattamento chimico che, oltre a distruggere completamente la popolazione di quell'insetto, può comportare dei danni anche a popolazioni di altri insetti innocui, oltre che creare un disequilibrio naturale pazzesco!!! È come se metaforicamente si lanciasse una bomba atomica nel vigneto: questo, oltre a creare danni all'ecosistema, creerebbe dei danni anche alla pianta, va da se che anche il consumatore certamente non ne trarrebbe dei benefici…
Inoltre da questo disequilibrio potrebbe scaturire un circolo vizioso di ulteriori problemi che comporterebbero nuovi disturbi sulla natura oltre che ulteriori costi. Con una visione un po' più ampia quindi, talvolta si può addirittura convenire che la conduzione biologica comporta dei risparmi a livello di gestione in campagna. D'altro canto però il bio comporta più lavoro di manodopera, più controlli sull'uva, meno rendita economica per l'azienda, ma la grande soddisfazione è quella di aprire una nostra bottiglia e sentire un profumo che mi ricorda la freschezza della materia prima, dell'uva biologica da cui deriva.

Ci sono molti controlli da parte del vostro ente certificatore?
Noi siamo certificati da ICEA, un istituto di certificazione riconosciuto dal Ministero per le Risorse Agricole molto importante a livello italiano. Per quanto riguarda i controlli, vengono prelevati continuamente campioni di suolo, dalle piante e vengono analizzati sia i vini che l'olio per verificare che non ci siano residui di pesticidi incompatibili con l'agricoltura biologica. In particolare questi controlli, oltre ad essere molto frequenti, vengono eseguiti a sorpresa!

Dr Stefano Nigi, c'è ancora un po' di confusione tra "vini da uve biologiche" e "vini biologici", ci spiega questa differenza?
Le leggi sono sempre in continuo aggiornamento ed evoluzione, cerchiamo di fare un po' di chiarezza. La filosofia del biologico in campo vitivinicolo ha avuto come oggetto iniziale l'agricoltura, pertanto veniva certificata l'"agricoltura biologica", poi è stato cambiato l'oggetto di riferimento, focalizzando l'attenzione sul prodotto derivante da questo tipo di agricoltura ossia le "uve biologiche". A partire dalla vendemmia 2012 invece, si certifica il "vino biologico", in quanto è stato disciplinato anche il metodo di trasformazione dell'uva in vino.

Per cui ci sono delle differenze nella trasformazione per fare "vini biologici"?
Senza dubbio! A partire ad esempio dal contenuto massimo di solfiti che deve essere inferiore del 40% rispetto ai vini convenzionali e questo ha degli effetti positivi sulla salute. Consideri poi che questo è il limite massimo, ma nella nostra filosofia aziendale c'è la volontà di utilizzarne sempre meno, infatti i nostri consumatori scelgono e preferiscono i nostri vini biologici perché poi non hanno ripercussioni negative sul loro stato fisico, non hanno giramenti di testa. Inoltre sono osservate numerose altre restrizioni rispetto alla produzione di vini convenzionali in quanto non possono essere utilizzati coadiuvanti chimici prodotti esclusivamente dall'industria: si possono utilizzare soltanto prodotti naturali, ad eccezione della solforosa.

Per quanto riguarda la presenza di allergeni nel vino invece, cosa può dirci in merito?
È un tema di grande attualità, infatti adesso eseguire trattamenti al vino con derivati di uova, pesce e latte obbliga i produttori a scriverlo sull'etichetta. Potete star tranquilli comunque, perché i nostri vini sono tutti "allergen free"! L'unico prodotto del quale per ora purtroppo non possiamo fare a meno è la solforosa, che comunque viene usata sempre in dosi molto ridotte.

Nel vostro materiale di comunicazione campeggia: "Ritmi Divini, tutta un'altra musica". Quali sono i Ritmi Divini di Tenuta Maiano?
Vede Fiammetta, i nostri Ritmi sono quelli della natura, la accettano e la rispettano. Sarebbe controproducente alterarne il naturale percorso.
Noi ci siamo permessi un gioco di parole divertente e accattivante. Ma se ci pensa bene, tutti coloro che, come noi, puntanto ad un prodotto naturale, si trovano a confrontarsi ogni giorno con i ritmi divini della natura. E il confronto deve essere ad armi pari. Il Divino c'entra eccome in tutto questo.
La nostra è davvero "tutta un'altra musica". Una musica che concilia il territorio con le moderne tecniche di vinificazione. Abbiamo molte idee innovative e in questo senso suoniamo ad orecchio. Ma abbiamo ben presente lo spartito quando vogliamo valorizzare ciò che è tradizione.
Questa è la nostra musica quotidiana (mi porge un bicchiere di Chianti Montespertoli). Non è straordinariamente Divino tutto questo?

Intervista a cura di
Fiammetta Mancini

Fasi produzione vino biologico: dalla vendemmia alla vinificazione